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Quali tecniche usiamo per il trapianto

TECNICHE USATE PER AUTOTRAPIANTO

Esistono due tecniche di trapianto: la FUE o micro FUE o FUE DHI( follicular unit extraction / estrazione delle unità follicolari) e la FUT o STRIP (follicular unit transplantation, ossia trapianto dell’unità follicolare).

FUE micro FUE DHI

La tecnica di autotrapianto di capelli FUE si divide in 3 fasi: l’estrazione della singola unità follicolare direttamente dallo scalpo del paziente, le incisioni, ovvero la creazione dei micro siti riceventi, e l’inserimento delle singole unità follicolari nelle micro incisioni riceventi.

Estrazione delle singole unità follicolari (FUE)

La FUE è certamente la tecnica più recente e innovativa in ambito di chirurgia ricostruttiva dei capelli ma questo non significa che sia necessariamente e sempre la migliore. La FUE come la FUT presenta punti forti e punti sensibili, quindi la scelta della applicazione della tecnica chirurgica dipende sostanzialmente da come il quadro clinico del paziente si presenta.

La tecnica di trapianto FUE è certamente un tipo di chirurgia molto più leggera e più facile da gestire anche nel post operatorio.

È una tecnica che non abbisogna di sutura contrariamente alla FUT e attraverso l’ausilio di punch (bisturi a lama circolare) vengono prelevate direttamente dal distretto donatore le singole unità follicolari.

Residua una micro incisione di diametro inferiore al millimetro (medicina estetica migliorini utilizza punch piccolissimi) e quello che residua guarisce spontaneamente in qualche giorno lasciando una mini cicatrice circolare del diametro di pochi decimi di millimetro, e quindi completamente invisibile.

Successivamente vengono creati i siti riceventi nell’area da ricostruire e poi ripopolata con l’innesto delle singole unità follicolari.

Un prelievo “scheletrico e preciso” della singola unità follicolare ci offre la possibilità di fare un micro sito ricevente davvero piccolo ci offre la possibilità di una grado di foltezza per cm2 davvero vicino al fisiologico.

Su pazienti selezionatissimi è possibile estrarre un gran numero di unità follicolari (ogni unità contiene da un minimo di uno ad un massimo di tre bulbi).

Il paziente tollera molto più facilmente il prelievo in quanto parliamo di micro porzioni di tessuto, ed anche il post operatorio è molto più leggero e facile da gestire.

La Fue può essere manuale, motorizzata o robotica. Il contributo della mano umana al momento è irrinunciabile.

DIFFERENZA TRA LA  FUE E LA FUE DHI

La differenza tra la FUE o micro FUE e la FUE DHi consiste nel vantaggio che con la DHI possiamo evitare la rasatura dei capelli nell’area che dobbiamo ricostruire

VANTAGGI METODO FUE

Riassumendo possiamo dire che i vantaggi della FUE sono i seguenti:

Invasività minima

Assenza di sutura

Nessuna cicatrice lineare

Intervento più leggero

Post operatorio  facile da gestire

Tempi di guarigione più ridotti rispetto alla FUT

Utile su tutti quei pazienti che devono fare un trapianto di piccole dimensioni

Ottima soluzione per bonificare vecchie cicatrici nel distretto donatore

La Fue è un tipo di chirurgia che richiede molta esperienza, un’ottima manualità, resistenza fisica per avere una curva di rendimento non troppo severa, una mano particolarmente leggera e molta pazienza con una ottima coordinazione tra occhi e mano poichè il prelievo è comunque”intuitivo”

Il trapianto di capelli come qualsiasi altro tipo di chirurgia non è una scienza esatta ma è legato alla abilità di chi opera, abilità che necessariamente deve essere sostenuta da conoscenze mediche, talento, esperienza.

Da qualche anno è molto di moda il trapianto di capelli all’estero anche in relazione al basso costo.

In alcuni di questi paesi esteri, il prelievo FUE che è la fase più delicata dell’intero trapianto, non viene praticato da medici ma incredibilmente da ragazzine di 18/ 20 25 anni max. Totalmente prive di quella esperienza necessaria data l’età e completamente digiune di conoscenze mediche.

La scatola cranica può presentare e presenta contorni e forme differenti, con diversità nella direzione e inclinazione dei capelli anche sullo stesso paziente. Competenze mediche ed esperienze di anni sono indispensabili per poi estrarre l’unità follicolare con precisione e dare al paziente un risultato all’altezza delle sue aspettative.

I parametri ai quali far riferimento e che costituiscono elemento di scelta sono sostanzialmente 3 ed in questo ordine di importanza: sicurezza del paziente, risultato, prezzo. Le migrazioni all’estero sono sostenute sostanzialmente da un costo basso ma come già detto la chirurgia non è una scienza esatta e richiede molta esperienza e competenze mediche, quindi attenzione al canto delle sirene poichè un trapianto di capelli è per sempre!

FUT o STRIP (follicular unit transplantation, ovvero trapianto dell’unità follicolare)

La tecnica FUT invece prevede un passaggio in più rispetto alla FUE.

Come abbiamo detto con la Fue si esegue il prelievo della singola unità follicolare direttamente dallo scalpo del paziente, con la FUT invece viene prelevata una losanga, una strip di cuoio capelluto contenente le unità follicolari da trapiantare, dopo di che si esegue una sutura tricofitica (la caratteristica peculiare di questo tipo di sutura consiste nel praticare l’incisione per il prelievo della losanga con angolo obliquo; quando il chirurgo va a suturare avvicina i due lembi fino a “sovrapporli” occultando già in questa fase quasi completamente la futura cicatrice) che consentirà nn graffio, un esito cicatriziale impercettibile, lineare ma estremamente raffinato.

Prelevata la strip, viene affidata agli assistenti, i quali la appoggiano su un vetrino, la posizionano sotto un microscopio stereoscopico ed iniziano la separazione delle singole unità follicolari. L’utilizzo del microscopio consente di vedere esattamente come eseguire la separazione pertanto la capacità di danneggiamento sarà praticamente inesistente.

Effettuala la separazione delle singole unità follicolari tutto il resto del trapianto è perfettamente identico alla FUE.

VANTAGGI  METODO FUT

Capacità di errore al momento della separazione delle singole unità follicolari intorno allo zero, pertanto avremo un miglior grado di foltezza per cm2 rispetto alla FUE nell’area da ricostruire.

Non occorre rasare i capelli su tutto il distretto donatore contrariamente alla FUE Il grado di foltezza dei capelli nel distretto donatore resta praticamente invariato contrariamente alla FUE che “svuota”.

Una sola cicatrice lineare sottilissima che può essere cancellata con la FUE.

Sintetizzando possiamo dire che non esiste una metodica chirurgica migliore dell’altra; entrambe offrono vantaggi e limiti se confrontate tra loro. La scelta dell’uso della tecnica quindi sarà in funzione del quadro clinico del paziente al fine di offrirgli il miglior risultato possibile!

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Trapianto capelli La storia dell’autotrapianto

IL TRAPIANTO NELLA STORIA

Il trapianto capelli nasce dalla esigenza di ovviare un disagio sociale ; una bella chioma folta è da sempre sinonimo di bellezza e salute e migliora l’autostima. I capelli non hanno finalità funzionali ma solo importanza sociale, e pensando a questo è nata l’dea di recuperare i capelli in quelle aree dove sono caduti. La storia del trapianto capelli autologo o autotrapianto di capelli vede la luce nel lontano 1959, quando il Dott. Orentreinch prova a mettere a punto una tecnica specifica per questo tipo di intervento chirurgico. Dopo quasi 60 anni di questa disciplina i miglioramenti sono stati esponenziali sia in termini di sopportabilità dell’intervento  che in termini di esito.

METODOLOGIA DEL TRAPIANTO

La grande rivoluzione si concretizza quasi 20 anni fa quando  il Dr.Bernstein e il Dr. Rassman introducono un nuovo concetto che trasforma completamente questo tipo di chirurgia. Infatti si passa dal trapianto ad isole o zolle (20/30 capelli per ogni prelievo da innestare) al trapianto di capelli per “unità follicolare”. (come ben sappiamo ogni unità follicolare contiene da un minimo di uno ad un massimo di tre bulbi, quattro eccezionalmente). Lo scopo è avere un aspetto massimamente naturale, avvicinandosi il più possibile al fisiologico. Anche oggi l’obiettivo è quello, ovvero fare un autotrapianto di capelli con esiti sovrapponibili al fisiologico. Ci sono state evoluzioni  anche in relazione agli strumenti chirurgici ed alla tecnica di prelievo sempre più raffinata  e dalla quale  dipende anche la dimensione del micro sito ricevente. E’ di tutta evidenza che piu “scheletrica” sarà l’unità follicolare prelevata tanto più piccolo sarà il sito ricevente. Questo  offre diversi vantaggi, uno in particolare: la possibilità di fare siti molto piccoli , quindi molto vicini gli uni agli altri con il grande vantaggio di una ottima densità di capelli per cm2. Il grado di foltezza sarà di assoluta eccellenza. Come la storia dell’umanità insegna tutto continua ad evolversi;  da pochi anni è stata introdotta una nuova metodica chirurgica , la FUE, ovvero l’estrazione della singola unità follicolare direttamente dallo scalpo del paziente. Anche la FUE si è evoluta in micro FUE e FUE DHI. Si tratta di piccoli accorgimenti, piccole migliorie che tuttavia possono fare differenze importanti. Ad esempio la differenza tra la FUE o microFUE rispetto alla FUE DHI, consiste unicamente nel fatto che quest’ultima può evitare la rasatura dei capelli nell’area da ricostruire. Questo naturalmente può offrire vantaggi importanti in termine di discrezione e di vita sociale nei primi giorni di post operatorio.

INTERVENTO AUTOTRAPIANTO

Il chirurgo si avvale dell’uso del micropunch, un bisturi a lama circolare di diametro inferiore al millimetro se in mano a  professionista abile ed esperto  (dopo aver rasato i capelli) e con un sistema di compressione ed aspirazione si procede al prelievo della singola unità follicolare. Il vantaggio rispetto alla FUT consiste in una chirurgia molto più leggera e facile da gestire nel post operatorio. E’ un tipo di metodica che non richiede sutura. All’inizio si procedeva al prelievo manuale, poi è stato inventato un micropunt motorizzato ma sempre guidato da mano umana e in ultimo un braccio robotico. Alla fine si è visto che la mano umana come sempre è insostituibile. Molto probabilmente il miglior prelievo FUE a parità di qualità di chirurgo è il sistema motorizzato a guida umana poichè riduci i tempi e le difficoltà di prelievo ma sempre sotto controllo umano. La tecnica chirurgica FUE è stata pensata da Woods e Campbell, è una tecnica che come già detto prevede il prelievo diretto delle unità follicolari dalla zona donatrice ed il reimpianto direttamente nelle zone riceventi. Prima dell’avvento della metodica FUE chi praticava la chirurgia della calvizie si avvaleva della tecnica FUT o  Strip che dir si voglia che consisteva e consiste nel prelievo di una losanga di cuoio capelluto contenente le unità follicolari da dissezionare al microscopio. Ciò che residuava era un esito cicatriziale lineare in area occipito-nucale. Psicologicamente alcuni pazienti non accettavano un esito cicatriziale importante, soprattutto se il risultato non era alla altezza delle proprie aspettative. Un numero sempre più importante di pazienti non accettava di buon grado la cicatrice in area di prelievo anche se oggi l’esito cicatriziale di una FUT è solo un graffio alto un millimetro e completamente invisibile anche su capelli corti. Comunque ed in relazione a questo disagio, nel 1990 Rassman iniziò ad approfondire l’opportunità di procedere mediante una tecnica chirurgica che non prevedesse il prelievo di una strip con conseguente sutura, da qui la tecnica FUE.

ESITI DELL’AUTOTRAPIANTO

All’inizio i risultati non furono esaltanti a causa dell’alta percentuale di danneggiamento al momento del prelievo intuitivo a cui la FUE è legata fino a che i chirurghi Richard Shiell e Masubi Inaba  misero a punto una procedura di estrazione mediante dei puch che penetrano con precisione ed in profondità il follicolo che viene rimosso con una pinza (tecnica di Inaba). Finalmente i chirurghi di tutto il mondo potevano disporre di due tecniche chirurgiche che entrambe fornivano risultati accettabili e senza  il limite della sutura in area di prelievo. Naturalmente anche questa nuova tecnica presentava e presenta dei punti sensibili soprattutto nella fase del prelievo; infatti contrariamente alla tecnica strip o fut la fue presenta un prelievo sostanzialmente intuitivo poichè il chirurgo non può vedere sotto l’asse della cute pertanto la percentuale di danneggiamento era ed è legata alla abilità del chirurgo. Inoltre un altro limite era rappresentato dal capello riccio. La FUE ha come condizione per un trapianto di successo il capello liscio poichè quello riccio presenta delle curvature evidenti a livello della radice. Tali curvature rendono inevitabile una percentuale di errore più alta al momento del prelievo. In altre parole  un percentuale di capelli inaccettabile a nostro avviso non attecchirà se il capello è riccio. Contrariamente al capello riccio  quello liscio consente prelievi meno difficili e la percentuale di errore non va mai oltre il 10% se parliamo di un chirurgo esperto. Allo stato dell’arte possiamo affermare che se il chirurgo è abile ed esperto i risultati saranno estremamente soddisfacenti indipendentemente dalla metodica chirurgica utilizzata. Come già detto nei capitoli precendenti, è molto importante affidarsi a strutture chirurgiche NON COMMERCIALI, che possono vantare all’interno del proprio organico equipe chirurgiche specializzate esclusivamente in questa disciplina.