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Medicina Estetica Migliorini è una società costituita da un gruppo di professionisti italiani dedicati alla chirurgia della calvizie o più comunemente nota come autotrapianto di capelli.

Lo eseguiamo sia con la tecnica FUE che con la FUT/Strip, oppure coniugate insieme quando il quadro clinico lo richiede.

Il fine è sempre uno: fornire al paziente il miglior risultato estetico possibile, con la consapevolezza che un trapianto di capelli è ben eseguito quando non si nota la sua realizzazione: l’aspetto naturale deve essere l’obiettivo.

Il paziente in visita da Medicina Estetica Migliorini

Il paziente raggiunge Medicina Estetica Migliorini attraverso il passaparola o attraverso internet, per poi approdare ad una visita.

In sede di consulenza puntualizziamo al paziente se è un buon candidato per questo tipo di chirurgia oppure se manca l’indicazione clinica.

Lo step successivo è scegliere la tecnica chirurgica capace di garantire il miglior risultato possibile, sia da un punto di vista espressamente estetico che chirurgico.

Non esiste una tecnica migliore dell’altra. La scelta è influenzata da numerosi parametri: ampiezza dell’area da recuperare, ricchezza della zona donatrice, qualità ed età dei capelli, tipo di capello (liscio, mosso, riccio), trapianti subiti in precedenza, tecnica usata, ecc.

Il progetto di ricostruzione

Il progetto della ricostruzione riveste un’importanza straordinaria.

Il paziente, non essendo un medico, non ha le competenze necessarie e a volte si affida a commerciali o PR, come nei “viaggi della speranza” in Turchia o nei paesi dell’Est Europa.

Il trapianto dei capelli è un intervento chirurgico a tutti gli effetti e non inizia quando il paziente entra in sala operatoria, ma al momento della visita.

L’esito di questa chirurgia è permanente, è per sempre. Una volta realizzato il progetto — ovvero il disegno della nuova linea frontale — e operato il paziente di conseguenza, non si può più tornare indietro. Non è accettabile che il disegno venga realizzato da un rappresentante e l’intervento eseguito da un chirurgo che, nella maggior parte dei casi, non si conosce.

In chirurgia il risultato sicuro e il rischio zero non esistono. Una qualsiasi complicanza, magari a 2.000 km di distanza e in lingua straniera, diventa difficilissima da gestire con efficacia. Per questo il progetto della ricostruzione deve essere realizzato dal chirurgo che opera, o comunque all’interno della struttura chirurgica, e non da imbonitori improvvisati.

La scelta della tecnica chirurgica

Chi si rivolge a Medicina Estetica Migliorini parte dalla serenità che il suo trapianto di capelli può essere realizzato sia con tecnica FUE che con tecnica FUT/Strip. Applichiamo entrambe le metodiche a seconda dell’indicazione clinica relativa al paziente.

Puntualizziamo anche i motivi che ci hanno indotto a consigliare quel tipo di metodica rispetto all’altra e quale aspettativa realistica il paziente debba avere.

Il trapianto di capelli dà un risultato definitivo, quindi è molto importante scegliere la metodica più opportuna. Questo tipo di chirurgia non ha scopi funzionali ma solo estetici e sociali: un aspetto massimamente naturale è l’obiettivo da perseguire.

Una volta identificata la tecnica più opportuna, descriviamo in modo analitico tutti i passaggi dell’intervento — che cambiano solo in fase di prelievo (differenza tra FUE e FUT) — sottolineando l’aspettativa realistica e se un solo trapianto possa bastare o se ne saranno necessari altri.

Paziente non operabile

In sede di visita il paziente deve essere disposto anche ad accettare la possibilità di un esito negativo.

Capita che le condizioni cliniche riscontrate non siano soddisfacenti per eseguire una chirurgia di qualità: in quel caso il chirurgo deve avere la forza, l’onestà intellettuale e deontologica di sconsigliare il trapianto.

Tutti, da pazienti, vorremmo sentirci dire dal chirurgo solo le cose che ci fanno piacere, ma non è sempre così: il chirurgo ha il dovere di difendere il paziente anche da se stesso.

Oggi non siamo ancora capaci di clonare: trasferiamo soltanto la disponibilità pilifera del paziente, trapiantiamo solo i capelli di cui dispone. I capelli nel distretto donatore vanno considerati come un conto in banca non infinito, da “investire” nel momento e nel modo opportuno.

Alternative: soluzioni terapeutiche

Il paziente potrebbe essere un buon candidato per la via terapeutica. Esistono farmaci con efficacia documentata contro la caduta dei capelli, come il minoxidil e la finasteride.

Il minoxidil “obbliga” le cellule matriciali alla sintesi della cheratina, così i capelli permangono in testa più a lungo; essendo un topico, è un farmaco scevro da effetti collaterali sistemici.

La finasteride basa il suo funzionamento sul limitare la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ormone più potente e attivo del testosterone, capace di far cadere i capelli in pazienti geneticamente predisposti.

L’ultima soluzione terapeutica in ordine di innovazione è il PRP (plasma ricco di piastrine): un concentrato di fattori di crescita usato con successo in tricologia, che stimola le cellule staminali del cuoio capelluto favorendo la riparazione cellulare e la creazione di nuovi vasi sanguigni.

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